"Ci aspettiamo una moderata crescita per il futuro, crediamo che il mercato immobiliare inizi a stabilizzarsi..........La nostra stima è che non ci sono indicazioni per ora  che le perdite del mercato subprime si siano estese a tutto il mercato dei mutui che sembra ancora essere sano.... Ben Bernanke (presidente della FED) agosto 2007 HAHAHAHA!!!
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lunedì 27 settembre 2010

Lotta tra nani: Euro/Dollaro è pronto per una correzione?

L'Euro/dollaro ha ripercorso metà della discesa giungendo in prossimità di 1.35 potrebbe essere pronto per un ripiegamento verso 1.29. Adesso cominceranno a ricordarsi dell'Irlanda, del Portogallo, della Spagna ma anche la Grecia forse non è così al sicuro......

sabato 25 settembre 2010

Intervento di Francesco Carbone di USEMLAB al Tea Party di Torino

Riporto di seguito l'intervento di Francesco Carbone di USEMLAB al Tea Party di Torino che condivido al 100%

"Buonasera
questo incontro nel quale siamo riuniti, il tea party, vuole essere una forma di protesta contro la pressione fiscale. E’ naturale protestare quando la pressione comincia ad essere avvertita come confisca. In questo paese siamo giunti a livelli di pressione superiori a gran parte del mondo civilizzato, oramai avvertiti come insostenibili dalla popolazione.
Una elevata pressione fiscale ha il brutto effetto di bloccare, ostacolare, impedire, l’esercizio della funzione imprenditoriale, unica e vera fonte di creazione di ricchezza e di benessere. Lo stato generalmente non produce ricchezza, la distribuisce, e la distribuisce anche piuttosto male. Per il servizio che presta trattiene una commissione alquanto elevata. E l’intermediario che si fa pagare le commissioni più alte in assoluto, fuori da qualunque standard di mercato. Se fosse possibile calcolarle, probabilmente non esiteremmo a riformarlo drasticamente.
Sono invece gli imprenditori, lasciati liberi di lavorare e di fare impresa nel rispetto dei principi del diritto, a produrre ricchezza. Ostacolando l’esercizio della funzione imprenditoriale in grado di allocare il capitale, di renderlo produttivo, di innovare, non rimangono troppe speranze per riuscire a mantenere l’attuale standard di vita. Questo è proprio ciò che sta succedendo da qualche anno: un abbassamento degli standard di vita. Parallelamente l’azione del parassita fiscale continua a estendersi e rischia di uccidere il corpo al quale si è attaccato. Una situazione nel complesso davvero infelice. Il classico circolo vizioso.

Da operatore sui mercati finanziari, con 15 anni di esperienza, e studioso dell'economia con oramai oltre 8 anni di attività sul web spesa nell'analisi delle evoluzioni economico sociali, tra le più corrette compiute in questo paese, vorrei però porre alla vostra attenzione un'altra questione, forse ancora più importante di quella fiscale.
Anche in quest’altro campo di azione è presente un parassita, un parassita che è arrivato a succhiare a livelli mai visti nella storia dell’umanità, facendo molti più danni che campo fiscale. Esso, al contrario del parassita fiscale, stimola la funzione imprenditoriale, ma la stimola artificialmente, come per effetto di una droga. Esso confonde il calcolo economico degli imprenditori, ne dirotta le decisioni e gli investimenti verso allocazioni di capitale sbagliate. In ultima analisi questi errori si risolvono in una crisi economica che distrugge parte del capitale accumulato lasciandoci più poveri di prima. Sto parlando del parassita monetario.
Tra le previsioni economiche che ho fatto in questi anni una si è rivelata essere la più corretta, e a mio avviso è proprio la più importante e significativa: l'ascesa del prezzo dell'oro (e dell'argento). Da 280 dollari e 300 euro l'oncia del 2002, siamo arrivati a toccare prezzi di 1300 dollari e 1050 euro. Chi ha seguito i miei consigli, peraltro gratuiti, forniti in tempi insospettabili, e supportati nel tempo da un vasto ragionamento pratico e teorico, non solo ha potuto limitare tutti i danni causati dal crollo del mercato azionario, ma anche quelli causati dall'euro, che in pochi anni ha dimezzato il potere d'acquisto della nostra vecchia lira. Nel 2005 si era ancora in tempo per comprarlo sotto i 350 euro, lo si pagava ancora meno di 600 euro quando pubblicai il mio libro a fine 2008.
Dove voglio arrivare? Semplicemente alla questione monetaria, a mio avviso più importante di quella fiscale. Anche perché, storicamente, quando con il fisco non riescono più a spremerci, pena la rivolta sociale, esiste un altro strumento facile, comodo, subdolo e invisibile, per raggiungere lo stesso obiettivo senza peraltro essere individuati e colpevolizzati: la tassa per inflazione.
Data la complessità della materia, legata alla teoria monetaria, compresa chiaramente ancora da pochissimi economisti, nessuno e sottolineo nessuno, riesce bene a comprendere cosa significhi inflazionare il denaro, né come funzioni e si realizzi il processo inflativo. Pertanto, fregare la gente attraverso lo strumento monetario è un’operazione politicamente innocua che viene realizzata su base costante e continua.
Generalmente nessuno capisce con chiarezza chi sono i veri responsabili del deprezzamento del denaro. L’ultima volta, per esempio, con il passaggio all'euro, ci si è sfogati contro i commercianti e l’imprenditore avido che insegue il profitto. La colpa va sempre al mercato, non all'autore dello svilimento del denaro. Non a chi continua a confiscare valore.
Signori, sia ben chiaro una volta per tutte. A deprezzare costantemente il denaro è la banca centrale, un’agenzia parastatale. Che essa lavori in autonomia, in totale indipendenza, su mandato statale, o che sia di proprietà dello stato, è solo un dettaglio di poca rilevanza. Quello che possiamo affermare con certezza è che essa opera sulla base di un privilegio monopolistico di concessione governativa: il potere di emettere denaro! Il potere più importante di tutti. E lo fa in cambio di qualcosa.
Si dice che Mayer Amschel Rothschild nel 1790 abbia detto: “datemi il permesso di controllare ed emettere il denaro, e per me non avrà alcuna importanza chi fa le leggi”.
Inflazionare il denaro, ovvero aumentarne la quantità nominale in circolazione, è uno strumento di confisca a cui hanno fatto ricorso già re e imperatori. Una volta si tosavano le monete, oppure si svilivano mescolandole con leghe di metallo meno prezioso. Poi le tecniche di contraffazione istituzionale si sono raffinate. Hanno inventato la banca centrale, che in cambio del privilegio di gestire e proteggere il sistema bancario offriva in prestito allo stato i soldi dei depositanti.
Quando lo stato si indebitava troppo arrivando al punto di sollevare dubbi sulle proprie capacità di rimborso, la gente cominciava a recarsi in banca per riscuotere il proprio oro. Il sistema bancario, falliva. Non c'era abbastanza oro da riscuotere. Il sistema bancario, a riserva frazionaria, con la complicità della banca centrale aveva moltiplicato esponenzialmente i pani e i pesci, ovvero il valore nominale del denaro in circolazione senza più un corrispettivo reale sonante. Più che di un miracolo si era trattato di una illusione alla quale, temporaneamente, nel periodo di boom economico stimolato dai prestiti concessi allo stato, avevano creduto tutti.
La semplice invenzione della banca centrale non era sufficiente.
Il passo successivo fu la rimozione dell'oro e l'argento dal sistema monetario. Oro e argento non si possono creare a piacimento per rimborsare i depositanti in coda allo sportello. In Europa la rimozione è avvenuta nella sostanza alla vigilia della prima guerra mondiale. Non ci sarebbero potute essere due guerre mondiali senza la confisca inflazionistica. La gente semplicemente si sarebbe ribellata all’enorme prelievo fiscale indispensabile per sostenere le spese belliche.
L'America confiscò l'oro ai propri cittadini nel 1933. Ancora oggi si racconta la favola che l’oro venne rimosso dal sistema monetario perché aveva causato la depressione americana e impediva la crescita economica. E’ una favola alla quale sembra credere anche il banchiere centrale americano, Ben Bernanke, e alla quale credono 99 economisti su 100. In realtà lo avevano rimosso semplicemente perché impediva la confisca inflazionistica su larga scala. Quella che ha reso possibile il Leviatano, l'imperialismo, la crescita sempre più fragile e insostenibile basata non sul risparmio ma sui consumi e il credito creato dal nulla.
Nel mio settore quei pochi che hanno capito la vera relazione causa effetto oramai dicono: non fu il crash del 29 a causare la grande depressione, fu la grande depressione a causare il crash azionario. Analogamente possiamo dire: non fu il gold standard a causare la grande depressione, fu il tentativo di scavalcare il sistema aureo, per creare prosperità grazie alla carta moneta e il credito creato dal nulla, a causare la grande depressione,
L'abuso monetario su scala globale è prossimo a compiere i 100 anni. I primi trentacinque sono stati spesi confiscando l’oro ai cittadini e facendo 100 milioni di morti. I secondi trentacinque sono stati spesi togliendo del tutto l’oro dal sistema monetario, creando quell'inflazione monetaria che ha portato alla destabilizzazione monetaria più tremenda degli ultimi 200 anni, seguita poi dalla crescita dei prezzi a due cifre degli anni settanta. Quella crisi portò il sistema monetario sull’orlo del collasso nel 1980. Fu salvato sul filo del rasoio. La crisi aveva morso nelle tasche della gente, mentre l’aumento dei prezzi aveva ripulito il sistema da gran parte del debito accumulato.
Negli ultimi trent’anni, grazie a un sistema monetario totalmente cartaceo, si è alimentata una crescita drogata, quasi folle, stimolata a colpi sempre più forti di debito e consumi. Il debito accumulato è enorme. Su di esso le banche hanno edificato una montagna di titoli derivati pari a qualcosa come 15-20 volte il PIL mondiale. Consumare per stimolare l'economia è diventato il dogma dei sedicenti economisti. Hanno messo il carro davanti ai buoi. Invece, la crescita economica, l’aumento di prosperità, di benessere, da che mondo è mondo, sono conseguenza del risparmio, dell’accumulo di capitale, dell’investimento. L’aumento dei consumi rappresenta il godimento finale della ricchezza così generata.
La crisi del 2008 è a mio avviso appena l'antipasto, la prima dura palese manifestazione che qualcosa non va. Dal 1980 erano già emerse diverse crisi, ma qua siamo giunti al segnale definitivo che davvero qualcosa si è rotto. Tuttavia ancora nessuno vuole capire. Tutto continua ad essere male analizzato, le bolle che si alternano una via l’altra, internet prima, quella immobiliare dopo, la globalizzazione, la disoccupazione, la crisi bancaria. In realtà sono tutti sintomi di questo gran problema di fondo che ha al centro la gestione centralizzata e monopolistica del denaro.
Il problema, in tutta la sua gravità, è dovuto al fatto che, accanto allo svilimento del denaro come mezzo di confisca, i nostri governanti si sono appropriati del denaro per gestire il sistema economico. Si fa oramai da troppi anni quello che si faceva in Russia: provare a gestire l’economia grazie alle decisioni centralizzate del pianificatore illuminato. La fatale arroganza, la chiamò Hayek.
Se in Russia era il soviet supremo, qua sono le banche centrali che fissano i tassi di interesse a livelli sempre più bassi, iniettando e stampando denaro per tamponare i disastri creati dalle loro politiche monetarie accomodanti. Oramai intervengono quotidianamente, sono il peggior speculatore che si muove e opera sui mercati finanziari, Sotto la pretesa di dare stabilità, creano le armi e la potenza di fuoco che presto o tardi torna indietro come un boomerang a creare ancora maggiore instabilità. Con le loro politiche monetarie cercano costantemente di impedire che la crisi faccia il suo lavoro e segua il suo corso, riaggiustando gli squilibri della struttura produttiva causati dalla precedente espansione creditizia.
Lo si denunci senza paura: il denaro che oggi usiamo è figlio della falsificazione, della contraffazione, della frode. Ha perso ogni riferimento a qualunque bene reale. Sono numeri stampati a piacere dalla banca centrale, in misura esponenzialmente crescente per sostenere quotazioni di borsa, titoli di stato, tassi di cambio, e per tenere in vita una struttura produttiva sempre più distorta.
Sono tanti i motivi per cui ancora non abbiamo subito, se non in minima parte, le disastrose conseguenze di questa manipolazione monetaria che si risolverà inevitabilmente nella più massiccia confisca inflazionistica di tutti i tempi, accompagnata dalla più grande bancarotta della storia.
Da esperto dei mercati finanziari vi posso dire che i prezzi degli asset finanziari, i più importanti di tutti in quanto vera bussola e guida delle decisioni che orientano l'allocazione del capitale e del risparmio, non hanno più alcun senso. Sono frutto di interventismo e manipolazione. A cascata, le distorsioni riguardano tassi di interesse, obbligazioni, titoli azionari, tassi di cambio, materie prime. I mercati finanziari sono ridotti a un circo dell’assurdo, che presto o tardi sarà sconvolto da uno shock di prezzo, che farà precipitare l’economia in un caos di prezzi, al quale seguirà il caos economico e contestualmente la grande confisca.
Ne ho prese tante, spero di sbagliarmi in questa ultima previsione. però vi raccomando di approfondire la questione monetaria, cercate di imparare qualche nozione base di economia. Cercate di capire cosa è il denaro. E’ proprio questo il titolo del libro al quale sto lavorando e che dovrebbe uscire entro fine anno. Quello che può fare il fisco al confronto del banchiere centrale non è nulla. Quando infine entrambi saranno impotenti, mobiliteranno gli eserciti e le armi, come hanno sempre fatto. Ricordatevi sempre questo detto: quando il denaro muore, muore la gente. E’ questo che a me personalmente fa più paura.
La nostra civiltà non può permettersi un ritorno alla barbarie, al conflitto della guerra, eppure è in questa direzione che stiamo andando, lo vediamo nei fenomeni sempre più ampi di acrimonia sociale, di odio interrazziale, di tensioni geopolitiche mondiali. Tutto per la presunzione di poter gestire il sistema economico facendo leva sul denaro creato dal nulla. L'economia di libero mercato sviluppata dalla Scuola Austriaca di Economia riesce a interpretare e spiegare tutto questo con una limpidezza e una chiarezza incredibili, oserei dire affascinanti. Il problema monetario è ben chiaro sin dal 1912 quando Mises scrisse la teoria della moneta e del credito, poi perfezionata in l'Azione Umana del 1949. Gli economisti lo ignorano.
Tutti ben accomodati alla corte del Leviatano e della Banca Centrale, hanno preferito commettere una vergogosa frode intellettuale. Da decenni vendono l’idea che l'economia sia qualcosa da gestire dall’alto. L’hanno trasformata in qualcosa di astruso che tratta di numeri incomprensibili, formule, equazioni, statistiche. No signori, l'economia parla della gente, dell'azione umana. L'economia del libero mercato, secondo l’approccio della Scuola Austriaca, spiega bene come sia possibile quel meraviglioso processo di cooperazione sociale che tanta ricchezza ha creato negli ultimi 200 anni, nonostante i danni e le distorsioni create dall’intervento statale e della banca centrale.
E mi dispiace dover annoverare tra questi economisti, e qua vado a chiudere, anche tanti impostori che si spacciano per economisti del libero mercato e per difensori delle libertà economiche. Sergio Ricossa, economista italiano, ha detto: “la libertà è la più stuprata delle donne ed il suo stupro il più impunito dei delitti, riferendola anche alla libertà economica. Il dominio dello stato sul denaro e la moneta è garanzia di confisca futura di altra ricchezza, di dominio progressivo e crescente sulle nostre vite. Dopo questa crisi, è pertanto giunta l’ora di tirare giù la maschera.
C’è un criterio molto semplice per discriminare tra chi sta cercando di aprire gli occhi, chi sta spingendo nella direzione giusta verso le riforme necessarie (non ne abbiamo vista una da quando è cominciata la crisi) e chi invece tende a perpetuare questo sistema basato sulla confisca e la pianificazione centralizzata, e continua a imbrigliarci, sia nella teoria che nella pratica, sotto il giogo del mostro a due teste. Il criterio si fonda sulla risposta data a questa domanda:
Cosa ha a che fare, con il libero mercato, il denaro a corso forzoso piuttosto che una banca centrale autorizzata a regolare centralmente la massa monetaria e a fissare per decreto il tasso più importante di tutto il mercato??
Se la risposta è “nulla! in bisogna fare qualcosa” allora siete di fronte a una persona che ha capito il problema. Se la risposta va invece nella direzione di “, mah, bah, però, il denaro è un bene speciale, lo stato deve….” siete di fronte o a uno statalista o a un economista schizofrenico.
Il denaro è sì speciale, perché è il bene economico più importante di tutti, è l'istituzione sociale più importante di tutte, ma appartiene al mercato, appartiene alla gente. Esso è evoluto spontaneamente nel mercato, la sua sovranità originale non ha natura statale, è del mercato. La libertà parte dalla libertà della gente di possedere il denaro, Oggi non possediamo il denaro, non è nostro, non possiamo neanche più utilizzarlo per fare transazioni in contante sopra i 5000 euro. Il valore del denaro, non emana dall’autorità statale, ma parte dal legame tra il denaro come mezzo di scambio e una merce reale. L’illusione totale nella quale siamo caduti negli ultimi trenta anni sta arrivando al termine.
ll sistema fiat, cioè basato sul potere monopolistico di creare denaro dal nulla, ha 100 anni ed è decrepito. La salita dell’oro ci sta dicendo questo. Se non si riformerà quanto prima il sistema monetario nella direzione giusta, possiamo dire addio alla prosperità di cui abbiamo goduto in queste ultime due decadi. Rischiamo un ritorno alla barbarie. Dopo la caduta dell'impero romano servirono 1000 anni per tornare alla prosperità di quei tempi.
Per garantire la continuità del processo pacifico di cooperazione sociale, è necessario, coerentemente alle esigenze di un libero mercato che:
- le banche centrali, cioè il pianificatore centrale del sistema monetario, vengano abolite;
- il danaro venga liberalizzato e restituito al mercato
- tutti operino secondo i principi generali del diritto, secondo i quali creare denaro dal nulla è contraffazione sia nel caso che a falsificare il denaro sia un privato che un operatore istituzionale.

Anche tassare va contro ai principi generali del diritto, tassare significa confiscare, estorcere, rubare, tuttavia finché viviamo in questa forma sociale del grande stato nazionale, a mio avviso ancora rozza e primitiva, tutto ciò che possiamo fare è provare a protestare come stiamo facendo qua.
Ma altrettanto se non più importante è cominciare a protestare per riappropriarci dei nostri soldi, perché statene certi, come è certo che si muore, senza denaro fiat, cioè creato dal nulla, abbiamo solo da guadagnarci tutti quanti, enormemente,
Senza denaro fiat il Leviatano parassita si restringe automaticamente su dimensioni più consone alle esigenze reali del cittadino, e si abbassa di necessità a un livello più vicino e diretto con ciascuna particolarità territoriale, le sue tradizioni, la sua cultura.
Con il denaro fiat, invece, aspettatevi, dopo l'antipasto della crisi 2008, il primo piatto, la seconda portata, e sperate di arrivare al caffè, perché, come detto sopra, quando il denaro muore, muore anche la gente.
"

lunedì 2 agosto 2010

STRESS TEST!!!

Ecco il vero stress test, tutto il resto serve solo per fare salire il mercato azionario.



dal sito di Benetazzo

domenica 1 agosto 2010

W il Quantitative Easing

Riporto la conclusione dell'ultimo articolo di Dough Noland "Quantitative Easing Two" :
"Quando leggo (e ascolto) tali commenti dei nostri primari banchieri centrali posso solo grattarmi la testa e riflettere sul loro grado di conoscenza della storia economica e finanziaria, incluse le recenti crisi finanziarie. Nel paper del dr. Bullard (membro della FED di cui sta commentando le dichiarazioni) si afferma che la situazione difficile di bassa crescita del Giaapone è il peggiore scenario che possa verificarsi all'economia americana. E' più probabilmente lo scenario migliore.


Mi trovo sempre più frustrato dal continuo dibattito inflazione contro deflazione. Con gi attuali bassi livelli di crescita dei prezzi al consumo, coloro che sostengono che le forze deflazionistiche sono il primario rischio del sistema dominano il dialogo politico. Molti altri tendono a essere inflazionisti. Molti altri ancora chiedono ulteriori stimoli e vedono pochi rischi in queste politiche.


Io vedo rischi del tutto differenti. Siamo in una fase avanzata di una multidecennale storica bolla del credito. Il più grande rischio a questo punto e che una massiccia emissione di credito governativo non produttivo fomenti una crisi di fiducia al cuore del sistema monetario. La principale priorità deve essere di assicurare che questo devastante risultato sia evitato anche con significativi ed inevitabili costi. E' imperativo che noi come nazione arriviamo a riconoscere che dovremo sopportare sofferenze economiche e finanziarie per proteggere la vitalità a lungo termine del nostro sistema monetario. Il tasso d'inflazione non è il fattore chiave. Gli sforzi per cercare di inflazionare come via d'uscita dai problemi strutturali è una causa persa. Dobbiamo invece muoverci con tutte le forze per imbrigliare il deficit ed evitare ulteriore monetizzazione del debito al fine di proteggere la solidità del nostro denaro e del credito. L'alternativa è un crash finanziario.


Molto spiacevolmente, i policymaking di Washington (fiscali e monetari) sono su una traiettoria che inevitabilmente distrugge la credibilità del vasto debito della nostra nazione. Con un infausto parallelo con la bolla finanziaria dei mutui/Wall Street, la politica della FED ha favorrito le dinamiche di bolla nei Treasury e nel mercato del debito in generale. Invece di lasciare che  le dinamiche del mercato lavorino per disciplinare l'espansione dissoluta del debito di Washington, gli interventi della Federal Reserve assicurano che un mercato distorto riesca ad assorbire i pericolosi eccessi di credito. I nostri banchieri centrali dovrebbero fare attenzione agli avvertimenti di Trichet. Ulteriore quantitative easing gonfierà ulteriormente la bolla e il rischio di calamità"

venerdì 2 luglio 2010

Lotta tra nani

ovvero la gara a chi è la valuta più debole.

La forza del dollaro è infatti venuta meno ieri pomeriggio e si prospetta un rimbalzo dell'euro fino all'area 1.29/1.30 a fare il pullback sull'enorme figura di testa e spalla ribassista sul grafico mensile. C'è però un problema su questa figura di lungo periodo e cioè che lo stesso pattern sul dollar index (cioè del dollaro contro le principali valute) non è stato completato quind aspetterei il completamento di questa per dare l'euro soccombente al dollaro.
Lasciando perdere l'analisi tecnica ritengo che come scritto nel titolo i rapporti di forza tra le valute siano sempre più determinati da come i pupari del mercato vogliano che si muovano piuttosto che dai fondamentali macroeconomici che sono pessimi per le 4 principali valute euro, sterlina, yen, e dollaro. Se fossero aziende gli stati di queste valute avrebbero portato i libri in tribunale già da tempo sopravvivono perché la maggior parte delle persone non prende neanche in considerazione che lo stato in cui vive possa fallire e così il matrix funziona.
A proposito di debiti pubblici Mises nell'Azione umana , la Bibbia dell'economia a mio parere, già nel 1949 scriveva
"... Ciò che il governo pagava come interesse era meno di quanto offriva il mercato. Ma questa differenza era largamente compensata dalla indubbia solvibilità del debitore, lo Stato il cui reddito non dipendeva dalla soddisfazione del pubblico, ma dall'esazione delle tasse.
Ad onta delle spiacevoli conseguenze coi debiti pubblici dei tempi andati, la gente era pronta a prestare fede spontaneamente nello stato modernizzato del XIX secolo. In generale si supponeva che questo nuovo stato avrebbe scrupolosamente osservato le obbligazioni volontariamente contratte. Capitalisti e imprenditori erano pienamente consci del fatto che nella società di mercato non vi sono i mezzi per preservare la ricchezza acquisita, se non rimettendola in discussione ogni giorno in tenace competizione con tutti.... L'imprenditore, invecchiato e stanco, e non più preparato a rischiare la ricchezza faticosamente guadagnata con nuovi tentativi di soddisfare i bisogni dei consumatori, preferiva investire in prestiti del debito pubblico che riteneva indenni dalla legge del mercato.
Ora il debito pubblico perpetuo e irredimibile presuppone la stabilità del potere d'acquisto. Sebbene lo Stato e la sua coercizione possano essere eterni, l'interesse pagato sul debito pubblico potrebbe essere eterno soltanto se basato su una misura di valore immutabile. In questa forma, l'investitore.....è messo di fronte al problema della mutabilità di tutte le cose umane. Scopre che nell'ambito di una società di mercato non vi è posto per una ricchezza indipendente dal mercato. I suoi sforzi di trovare una fonte inesauribile di reddito falliscono.
In questo mondo non vi è ne stabilità ne sicurezza, e nessuno sforzo umano è capace di produrle. ........Lo Stato è, naturalmente, in condizione di esigere pagamenti dai sudditi e di prestare fondi. Tuttavia, anche il governo più spregiudicato nel lungo andare non è capace di sfidare le leggi che determinano l'azione e la vita umana. Se il governo investe la somma prestata nei modi che servono meglio i bisogni dei consumatori, e riesce in queste attività imprenditoriali in concorrenza libera e uguale con i privati imprenditori, è nella condizione di un qualsiasi commerciante e può pagare gli interessi perché dispone di eccedenze. Ma se investe il denaro in modo svantaggioso, o se investe il denaro nelle spese correnti, i prestatori di capitale diminuiscono o scompariranno completamente e non rimane altra fonte per rimborsare l'interesse e il capitale. La tassazione è l'unico mezzo disponibile per fare fronte al contratto di credito. Esigendo tasse per tali pagamenti il governo rende i cittadini responsabili del denaro scialato nel passato. Le tasse pagate non sono compensate da nessun servizio presente reso dall'apparato governativo. Il governo paga interessi sul capitale consumato. La tesoreria è onerata dai risultati sfortunati delle politiche passate. ...............
... Il credito a lungo termine, pubblico e semipubblico, è un elemento estraneo e disturbante nella struttura della società di mercato. La sua istituzione fu un futile tentativo di andare oltre i limiti dell'azione umana e di creare un'orbita di sicurezza e di eternità, lontana dalla transitorietà e instabilità delle cose terrene. Che arrogante presunzione prendere e dare a prestito moneta per sempre, far contratti per l'eternità e impegnarsi per tutti i tempi a venire! ...... Nell'auge del liberalismo, talune nazioni occidentali estinsero realmente parte dei loro debiti a lunga scadenza attraverso un onesto rimborso, ma per lo più nuovi debiti erano semplicemente aggiunti ai vecchi.
La storia finanziaria dell'ultimo secolo mostra una continua ascesa dell'indebitamento pubblico. Nessuno crede che gli Stati vorranno trascinare eternamente l'onere di questi pagamenti di interessi. E' ovvio che, presto o tardi tutti questi debiti saranno liquidati in un modo o nell'altro, ma certamente non con il pagamento dell'interesse e del capitale, conformemente con i termini del contratto. 
Una massa di scrittori sofisticati è già affacendata ad elaborare palliativi morali per il giorno di questa affermazione finale. ( La più popolare di queste dottrine è cristallizzata nella frase: Il debito pubblico non è un gravame perché lo dobbiamo a noi stessi. Se questo fosse vero, la completa cancellazione del debito pubblico sarebbe un'operazione innocua, un puro atto contabile. Il fatto è che il debito pubblico racchiude le pretese della gente che in passato ha conferito fondi al governo contro tutti coloro che giornalmente producono ricchezza. Esso grava gli strati produttivi a vantaggio di un'altra parte del popolo. E' possibile liberare i produttori di nuova ricchezza da questo onere riscuotendo le tasse necessarie al pagament esclusivamente dai portatori di prestiti. ma questo significa aperta ripudiazione)"
Questo è ciò che scrive Mises a proposito dei debiti pubblici. Sembra scritto ieri e calza perfettamente soprattutto con l'Italia. Inoltre, secondo me, vale più di qualsiasi studio prodotto dai megagalattici uffici studi  che come osserva Francesco Carbone di Usemlab.com si limitano ad analizzare le foglie ad una ad una ma perdono di vista la foresta che sta andando a fuoco.

P.S L'azione umana di Mises in italiano in libreria non esiste c'è solo una versione fotocopiata in pdf che circola su internet scaricabile nei link consigliati

martedì 29 giugno 2010

Come funziona la Federal Reseve

Questo video anche se risalente a 2 anni fa, scovato in rete nel blog Ashoka's corner (dove peraltro c'è anche un ottimo post "Come si genera una crisi finanziaria") tradotto in italiano da www.luogocomune.net spiega molto bene come si è passati da un sistema monetario gold standard ad un sistema monetario completamente "fiat money" ossia di moneta creata dal nulla.
In particolare viene evidenziato come storicamente gli stati quando spendono troppo, specialmente quando si tratta di finanziare una guerra, abbandonano il gold standard ed inflazionano la moneta.
Questa operazione non è però neutra per i cittadini, infatti come ben spiega Lew Rockwell nel video: "Quando spendono i loro soldi, coloro che hanno ricevuto questa moneta per primi sono in grado di acquistare dei prodotti con essa e quindi ne beneficiano, mentre chi la riceve per ultimo ci perde perché quando va a spenderla i prezzi sono già saliti ed egli può quindi comprare di meno. In pratica c'è un trasferimento di ricchezza e potere da alcuni segmenti dell'economia ad altri causato dalle azioni della banca centrale e chi ci guadagna alla fine è il governo stesso, le grandi banche, gli appaltatori pubblici e tutti coloro i quali lavorano a stretto contatto col governo federale. E' per questo motivo che quando iniettano moneta nel sistema non arriva direttamente sul nostro conto corrente ma viene data solo ad alcuni soggetti particolari , ad esempio sotto-forma di incentivi alla rottamazione, e solo dopo molti passaggi arriva nel nostro portafogli quando oramai i prezzi e la distribuzione di ricchezza reale si sono modificati.
Come dice il prof Huerta de Soto nel suo corso universitario "perchè non duplicano il saldo di conto corrente di tutti? Perchè non otterrebbero nessun effetto o meglio l'unico effetto sarebbe che il potere d'acquisto della moneta si dimezzerebbe sia per i ricchi che per i poveri (Lezione del 22 dic 2009 al min 78 circa   tradotta da http://www.usemlab.com quando lancia i soldi in classe simulando il lanci dall'elicottero) e la prova che non otterrebbero nessun effetto è che questo metodo non lo applicano. Quindi chi chiede di aumentare la quantità di denaro nel sistema in realtà fa parte di quelli che approfitteranno della nuova quantità emessa. Si chiede sempre più denaro per il bene comune, ma in realtà chi appoggia questi discorsi fa parte di quei soggetti economici che beneficeranno dell’aumento di denaro. Spesso si tratta proprio dei primi soggetti ad essere sovvenzionati dal denaro pubblico.

Giusto per gradire:

CRISI: NOYER,DA BCE LIQUIDITA' PER SCADENZA PRESTITO 442 MLD
(ANSA-REUTERS) - PARIGI, 29 GIU - La Bce fara' tutto il
necessario per garantire che la scadenza del finanziamento a 12
mesi da 442 miliardi di euro questa settimana venga superata
senza problemi.

Lo ha detto Christian Noyer, membro del consiglio direttivo
della Bce.
''La Bce e l'eurosistema faranno cio' che e' necessario per
assicurare la liquidita''' ha detto Noyer alla radio Europe 1.
Le banche francesi - ha detto - non dovrebbero avere problemi
nel rifinanziare il prestito, ma ha aggiunto che alcune altre
banche potrebbero 'soffrirne'. ''Noi faremo in modo che non ci
siano problemi e che tutto vada bene'' ha concluso.
La Bce ha in programma per domani un'operazione a 3 mesi cui
seguira' un'asta straordinaria a 6 giorni il primo luglio,
giorno in cui giunge a scadenza la maxi-operazione di
rifinanziamento ad 1 anno da 442 miliardi di euro che la Bce
effettuo' a giugno 2009 per sbloccare il mercato del credito.
(ANSA).
[CRISI] [R] [ECO]



442 MILIARDI di euro mica bruscolini!!!!


lunedì 21 giugno 2010

Solstizio d'estate

Oggi è solstizio d'estate  (o meglio vista l'ora era): per chi segue l'analisi ciclica e l'analisi di Gann è un giorno di possibile inversione dei mercati. Sono due tipologie di analisi molto interessanti alle quali mi sto approcciando da troppo poco tempo per fare delle previsioni affidabili. Purtoppo trend di breve e di medio non coincidono: se si considera il trend di breve l'invesione dovrebbe essere al ribasso mentre considerando il trend di medio dovrebbe essere al rialzo. Vedremo se il mercato darà qualche indicazione.

domenica 20 giugno 2010

La lettera degli economisti

Alcuni economisti hanno scritto una lettera al governo che non è altro che 6 pagine di ghirigori per dire che bisogna fare un tassa patrimoniale e aumentare l'aliquota sulle rendite finanziarie al fine di mantenere lo stato sociale. Il solito tassa e spendi. Se poi si va sulla Home page del corriere cosa si trova? "Il Consiglio europeo: «Tassa sulle banche, paghi chi ha provocato la crisi» - La Merkel: «Bisogna tassare chi ha messo a rischio il mercato»." Come volevasi dimostrare nuove tasse.
Con questi politici e questi economisti "We are doomed, we are freaking doomed".
In ogni caso sul sito Usemlab si trovano tre articoli di critica a questa lettera, a mio avviso molto interessanti.   Primo commento QuiQui
Secondo Commento Qui
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giovedì 13 maggio 2010

Robin Hood non ha capito un mazza!!!!! (e sbaglia indirizzo)

Sul corriere on line di oggi: "CANNES—L’arciere di Sherwood approda sulla Croisette e se la ride il protagonista Russell Crowe/Robin Hood, in barba—la sua è ormai brizzolata, ha 46 anni — al lusso che lo circonda per l’inaugurazione del Festival di Cannes e ai suoi tappeti rossi: «Robin rubava ai ricchi per dare ai poveri, mentre oggi chi depreda banche e casseforti private e pubbliche lo fa per i ricchi. Di certo, se il mio personaggio potesse ritornare oggi a combattere, si armerebbe contro i broker di Wall Street e anche contro il preoccupante monopolio dei media, che nasconde molti guasti della nostra società».
http://cinema-tv.corriere.it/cinema/speciali/2010/cannes/notizie/grassi-robin-hood-guerra-speculatori_2febaaf8-5e66-11df-91f2-00144f02aabe.shtml

Hahahaha!!! che trovata originale!

I media saranno anche manipolati ma non fanno altro che ripetere quello che sta dicendo lui dando la colpa di tutti i mali del mondo ai broker di Wall Sreet guardando il dito che indica la luna invece che la luna. Domanda: dato che sono il male del mondo perchè l'amico di Russel Hood tale Barak Obama l'anno scorso li ha salvati facendo pagare il conto ai poveri e forse salvando anche i compensi milionari di Russel Hood? Forse Russel Hood farebbe bene a cambiare indirizzo dove andare a combattere e rivolgersi al Tesoro americano e alla FED da dove hanno origine tutte le disfunzioni.

A parziale spiegazione di quanto sopra riporto il post che ho inviato ieri a Chicago Blog http://www.chicago-blog.it/2010/05/12/il-futuro-e-doro/#comments rispondendo ad un commento nel quale si sosteneva "Cio´che non viene mai considerato e´che dietro a tutta questa catena di intervento da parte delle banche centrali, banche commerciali ecc ecc c´e´del denaro vero, anche se “fiat money”, sino a quando circola e viene considerato denaro esso continua a penetrare la struttura di produzione reale, continua a scambiare e “consumare” beni reali. L´essenza del problema e´che questa scorta di beni reali viene consumata ogni giorno di piu´, presto arriveremo ad averla consumata tutta…allora non esistera´nessuna politica monetaria che tenga, siamo sempre di questo mondo e non riusciremo mai a sfuggire alla natura"

Risposta La mia opinione da “baluba della finanza” è che prima che venga consumata tutta la scorta di beni reali si avrà iperinflazione dovuta alla stretta relazione tra scarsità di un bene e prezzo dello stesso (tipo petrolio lo scorso anno). E’ indubbio inoltre che il denaro “fiat money” o denaro fiduciario sia considerato vero quando immesso nel mercato ma bisogna considerare che continuando immettere denaro creato dal nulla questo inesorabilmente perde valore. Non a caso gli economisti austriaci intendono per inflazione l’aumento della quantità di denaro immessa nel sistema e non l’aumento dei prezzi al consumo CPI di cui è un effetto. Banalizzando quando ero piccolo la figurina di Pizzaballa (mitico portiere) era introvabile. Chiunque l’avesse avuta poteva scambiarla supponiamo con altre 100 figurine. Se di colpo la Panini avesse stampato tantissimi Pizzaballa e ne avesse messa 1 in ciascuna bustina dopo poco tempo nessuno avrebbe più offerto 100 figurine come contropartita, ma sarebbe stata scambiata alla pari. Allo stesso modo stampando “fiat money” il denaro perde valore e di conseguenza prezzi aumentano. Le varie manipolazioni del nel paniere su cui si misura il CPI unite all’immenso aumento della produttività che ha portato l’industrializzazione della Cina ha fatto si che finora l’aumento dei prezzi si sia limitato ad azioni, immobili, petrolio, alcune materie prime di base, fertilizzanti, oro. Ovviamente la colpa è stata attribuita di volta in volta agli speculatori, ai commercianti e all’untore di turno. La vera colpa però dell’impoverimento collettivo è della macchinetta stampasoldi o meglio di chi la comanda sia di destra che di sinistra che riguardo a questo pari sono (Questi argomenti sono trattati ampiamente nel libro Inflazione Malattia Primaria di A. De Marchi).
Pietro64 (Balubaguru)

mercoledì 12 maggio 2010

Sembra una magia - "Da dove vengono i soldi????"





Event: Joint Economic Committee Hearing
Date: 4/15/2010

Transcript

Ron Paul: Thank you, Madam Chairman. And welcome, Chairman Bernanke. I want to make a brief comment and then I want to ask you a question about the IMF. My brief comment is a comment about the answer you gave Mr. Brady about monetizing debt. Because you balance sheet remains relatively stable with treasury bills, it doesn’t mean the Fed can’t monetize debt.
You mentioned in your statement that you bought mortgage-backed securities and agency debt, and that’s over $1.3 trillion. Well, where did you get the money? You created this money. So you did monetize debt, and that went into the banking system. The banking system can buy treasury bills and they can borrow money at 0% and that’s why they’re making a lot of money right now because they can buy other debt and make little bit more.
And it looks like magic, except for the people who’re losing their mortgages, losing their houses right now. But one other quick question is: the thousand examiners that you are training, are any of those new or are these people already on the payroll?

Ben Bernanke: On the payroll, and they include both Federal Reserve and state examiners.

Ron Paul: Okay. Because my comment there is probably 10,000 won’t do much good. Because it isn’t a lack of examination if you don’t deal with the problem, and the problem really comes from a monetary policy of low interest rates. As long as low interest rates rig the market and gives bad information to the investor, all the examiners in the world can’t compensate for this.
This whole idea that capital can come from a printing press rather than savings, I still have a terrible time trying to understand how an economy can thrive on that, because it rejects every notion of free-market capitalism.
But the question I have on the IMF is, this week the IMF has announced that they are going to open up a new arrangement to borrow or expand. There is a commitment of $50 billion, that is now going to go up to around $560 billion. And it coincides with the crisis going on in Greece in Europe and how they’re going to be bailed out. The irony of this promise is that in the new arrangement, this increase, Greece is going to put $2.5 billion in there. I think that’s [something that] only a fiat monetary system worldwide could come up with and have Greece help bailout Greece, and be prepared to bail out even other countries.
But we’re going to go from $10 billion up to $105 billion. So that’s a $105 billion we’re going to commit to bailing out the various countries of the world, and who knows what. But I think this does two things and I want to get your comments on this. 1) Why does it coincide with Greece, what are they anticipating, why do they need $560 billion? Do we have a lot more trouble? And 2) When it comes to that time where we have to make this commitment, who pays for this? Where does it come from? Will this all come out of the printing press once again? And we are expected to bail out the world? Are you in favor of this increase in the IMF funding and our additional commitment to a $105 billion?

Ben Bernanke
: Well, the source of this was going back in the G20 meetings in the crisis. And I think one of the agreements that the G20 leaders came up with was sort of a mutual commitment to put more money into the IMF as a way of addressing the financial crisis around the world, and that’s why it happened. The Federal Reservewasn’t involved in those meetings. So that was before Greece. If money is put out to any country, it will be done first of all with specific approval from the executive board which includes, of course, the U.S. in a veto position, and with conditionality that this country has to meet certain conditions. So it’s the G20 leadership apparently that has agreed that this is a way to provide credit to avoid fiscal or exchange rate crises in countries around the world.

Ron Paul
: But do you think this is a good idea? Do you agree that we should make this commitment?

Ben Bernanke
: I think in general that having the IMF available to try to avoid crises is a good idea, yes.

Ron Paul
: Again, where will the money come from? This is our problem in this country. We’re bankrupt, too. And also, along this line, do you feel like if you go along with this commitment, what are we going to do when a state gets under the gun, like California and others? I mean, they’re approaching the state that Greece is in. We can’t turn down California. I mean, if we can bailout all these banks and they get off the hook and now they’re making billions and their executive officers are cleaning up, do you think we would ever turn down California or any other state that gets in the same situation?

Ben Bernanke: Well, that’s Congress’s decision.

Ron Paul: You’ve bailed out a lot of people from the IMF. You have the capability of buying up some debt and doing all these kinds of things. We can’t even audit you to find out what you do. So you can do anything you want, and you can create as much money as you want.

Ben Bernanke: You can see any transaction or loan we make, we’re happy to provide that information to you. And we’re not involved with lending to the IMF. The IMF is a separate institution which has American executives; part of the executive board.

Ron Paul: Where would the money come from?

Ben Bernanke: It’s a loan, but it would come from the U.S. government.

Ron Paul: Eventually we would create it out of thin air. Because we don’t have any money.

Ben Bernanke: Well, it’s a loan. If it’s not paid back, then we would take our share of the loss.

Ron Paul: I yield back.

Link originale: http://www.ronpaul.com/2010-04-15/ron-paul-and-ben-bernanke-at-the-joint-economic-committee-hearing/

lunedì 10 maggio 2010

Se questo è un mercato

BORSA MILANO: OGGI SECONDO MAGGIOR RIALZO DI SEMPRE
(ANSA) - MILANO, 10 MAG - La seduta odierna di Piazza Affari,
con l'indice Ftse Mib cresciuto dell'11,28% e l'Ftse All Share
del 10,49% a 21.547 punti, puo' essere considerata quella di
secondo maggior rialzo di sempre per la Borsa.
Dal 1994, anno di avvio del sistema telematico, l'aumento
percentuale maggiore e' stato segnato dall'indice Mibtel il 13
ottobre 2008 con un aumento del 10,93%. Borsa italiana segnala
che, se quel giorno fosse stato gia' in vigore l'indice Ftse
Mib, che ha una base di calcolo diversa e che ha debuttato il 1
giugno 2009 dopo la fusione con Londra, la crescita sarebbe
stata quel giorno dell'11,49%, quindi di qualche frazione
superiore a quella odierna. (ANSA).
[BORSA_MILANO] [U] [ECO]

Che coincidenza il giorno dopo l'approvazione del TARP. Forse mi sbaglio, ma non è che dopo quel mega rialzo la borsa abbia fatto sfracelli. Quel giorno la borsa chiuse con il mibtel a 22296 dopo 5 mesi circa era a 13728.
Oggi quindi giornata di short squeeze ovvero hanno preso i ribassisti per le palle e li hanno fatti correre a ricoprirsi. Vedremo: il movimento contrario al trend di per tre giorni è una normale reazione di chi corre a chiudere le posizioni. Esaurito questo effetto vediamo se prevalgono i venditori o i compratori. Non resta che aspettare e vedere tenendo d'occhio anche le valute.

E Tutti Vissero Felici E Contenti (fino al prossimo giro)

Oggi è il primo post. Che dire? Mercati euforici. Il sistema per ora è salvo. Le nostre tasche un po meno visto che sembra che ogni cittadino europeo debba scucire direttamente (tasse) o indirettamente (inflazione) un bel po di euri.
Ovviamente sembra che all'Ecofin di ieri abbiano avuto una grandissima trovata: fare un fondo con più di 700 miliardi di euro. Ma da dove vengono questi soldi? Semplice da nuovi debiti. Saldo un debito con un nuovo debito. Bella soluzione!
A questo proposito potere trovare un ottimo il commento al pacchetto di aiuti su questo Blog http://workingideas.wordpress.com/2010/05/10/duemila-anni-e-non-sentirli/.
Per quanto riguarda i mercati, sul grafico Euro/Dollaro incombe un testa e spalle ribassista di dimensioni ragguardevoli il cui completamento porterebbe alla parità. Venerdì è stata violata la neck-line ma la chiusura è stata superiore e quindi la rottura non è stata confermata. Guardacaso nel week-end l'ecofin ha riportato tutto a posto ma durerà? E' una lotta tra Zombies: Dollaro Yen Sterlina Euro hanno alle spalle debiti mostruosi e solo l'angolatura da cui si guarda può far apparire una valuta (o patacca) meglio dell'altra. La lotta è aperta: nel 2008/09 con il caso Lehman ha avuto la meglio l'Europa: gli USA sono dovuti correre ai ripari con il TARP e salvare AIG che aveva assicurato gli istituti finanziari di tutto mondo salvo poi accorgersi che non poteva far fronte agli impegni. Che sbadati! Se fosse saltata sarebbe saltato il sistema. Questa volta a soccombere è stata l'Europa che, sotto i colpi a mio avviso interessati delle agenzie di rating, ha dovuto mettere mano al portafogli e salvare Grecia e soci. Chi sarà il prossimo? Magari l'Inghilterra, anche lei praticamente fallita ma che questo giro non ha voluto aiutare l'Europa. Vedremo.
Nel frattempo chi perde è la classe media di tutto il mondo che viene indebitata a sua parziale insaputa per i prossimi secoli.
Alla prossima
Baluba Guru